Mausoleo


Il Mausoleo sorge sulla sommità del Mastio, o Colle delle arche, punto culminante del complesso voluto dal poeta Gabriele dʼAnnunzio e da lui concepito come una “Santa Fabbrica”, opera destinata a fissare nella materia architettonica la propria memoria.

Pensato fin dagli anni immediatamente successivi allʼimpresa di Fiume come sacrario degli eroi dopo la morte di dʼAnnunzio. Ispirato ai tumuli funrerari di tradizione etrusco-romana, nel 1925 sul Mastio viene allestita una sistemazione provvisoria delle arche funebri antiche, provenienti da Vicenza, per accogliere i pellegrinaggi dei reduci.

Nel 1927 d’Annunzio incarica l’architetto Maroni di provvedere alla progettazione del nuovo Mausoleo del Vittoriale. Il 1° marzo 1938 il poeta muore senza vedere avviato il cantiere del Mausoleo. La sua salma viene temporaneamente collocata nel Tempio della Memoria, nelle vicinanze di Piazzetta Dalmata. Nello stesso anno, il progetto definitivo per il Mausoleo viene approvato e l’anno successivo, nel 1939, viene posata la prima pietra accompagnata da una cerimonia simbolica.

Tra il 1941 e il 1945 il cantiere procede con difficoltà dovute alla guerra, alle carenze di materiali e alle ristrettezze economiche, che portano a semplificazioni e allʼinterruzione dei lavori. L’architetto Gian Carlo Maroni muore nel 1952 e sarà la Fondazione ad occuparsi della conclusione dei lavori fino al 1963, quando la salma di dʼAnnunzio viene definitivamente traslata nellʼarca centrale.

Nel 2026 il Mausoleo, a seguito di un importante intervento di restauro, viene completato, grazie anche al contributo di A2A, con un sistema di illuminazione volto a valorizzarne la struttura architettonica e a celebrare la figura del poeta.