Fondazione Il Vittoriale degli italiani
  • it

Italo Rota

“Nel caso del Vittoriale, l’Uomo, Gabriele d’Annunzio, ha marcato profondamente la Natura.
Per me l’architettura, specie l’architettura degli ultimi vent’anni è la rappresentazione dello spazio della mente… dire ‘interni’ non è più sufficiente, esistono anche ‘interni di interni’, che è un livello molto più sofisticato.
Nel caso del Vittoriale questa condizione è proprio tipica: le finestre potrebbero benissimo essere occultate e non cambierebbe niente.
Varcata la porta si è all’interno della mente di d’Annunzio. Nel caso del Sarcofago per i levrieri, l’idea è quella di un punto di vista. Questi viventi abitavano lo stesso mondo degli oggetti di d’Annunzio e in quanto tale se li portano anche nella tomba. E’ chiaro che il punto di vista del Sarcofago è quello di ‘un interno di interno’ perché al centro c’è il corpo del levriero. Questi transfert corrispondono a livelli del profondo”.
Italo Rota, 3 aprile 2014

“Rota ha capito e interpretato d’Annunzio come un filologo, un critico letterario, un biografo.
La sua installazione parte dal culto dell’antico (il sarcofago), passa per la contemporaneità al soggetto (i bassorilievi che rimandano alla casa del Vate) e culmina nel futuro tecnologico con il percorso sensoriale che permetterà di ascoltare d’Annunzio nel parco, e nel parco sentire nel mondo. È così che la bellezza si aggiunge alla bellezza e la natura fiorisce sotto l’occhio amorevole dell’uomo, complice e non violatore, come sarebbe piaciuto al Poeta, che ancora passeggia nel Giardino di Pan”.
Giordano Bruno Guerri, 14 maggio 2014

Nota biografica
Italo Rota nasce nel 1953 a Milano, dove si laurea al Politecnico di Milano. Dopo aver vinto il concorso per gli spazi interni del Musée d’Orsay, alla fine degli anni ottanta, si trasferisce a Parigi, dove firma la ristrutturazione del Museo d’Arte Moderna al Centre Pompidou (con Gae Aulenti).
Attualmente lo studio in collabora-zione con Repower è impegnato in una serie di progetti legati alla produzione energetica, sfruttando fonti rinnovabili.
Nel 2010 è stato inaugurato il Museo del Novecento, nel Palazzo dell’Arengario. Negli ultimi anni lo studio ha seguito la progettazione e la costruzione di alberghi di lusso: a Milano – Boscolo Exedra Hotel, a Roma – Boscolo Palace Hotel e Boscolo Hotel a Bari.
A Dubai sono stati inaugurati: nel 2010 Cavalli Club e nel 2011 Chameleon Club al Byblos Hotel. Nel 2014 è stato inaugurato il restyling dell’allestimento del palazzo dei musei di Reggio Emilia.